Il Cinema ha salvato la mia vita!

Pochi giorni fa è stato inaugurata la prima sala cinematografica dentro un ospedale.
Al Policlinico Agostino Gemelli di Roma ha debuttato l’esperimento (tutto anglosassone) di portare il grande schermo anche a chi non può andarci. Esperienza avviata in Inghilterra nel 1996, nell’ ospedale Saint Thomas di Londra e finalmente approdata anche nel nostro paese grazie all’associazione Medicinema; perché andare al cinema, anche se lo abbiamo dimenticato tanto tempo fa, è prima di tutto un’esperienza, un momento di svago, di pausa, meraviglia, poesia, follia e divertimento. Il Cinema ha effetti curativi su chi è degente e sui parenti, costretti a loro volta a vivere loro malgrado i patimenti di un momento tragico, il cinema può aiutare la ripresa psico fisica del malato….
Personalmente ho sempre saputo che il Cinema ti salva la vita. Lo Ha fatto con me, con la mia officina, con i ragazzi che lavorano nell’ombra e nel caos dei reparti e con tutti quelli che ancora con desiderio ed emozione aspettano l’uscita di un film per vederlo, criticarlo o amarlo.
Se non credessi che è un farmaco salvavita non andrei tutti i giorni in officina.
E’ un naturale anestetico, ma anche un modo diverso per imparare a sognare e quindi porsi domande.

Il paradosso è che la stragrande maggioranza delle sale cinematografiche italiane non sono accessibili ai disabili motori se non in posti in primissima fila, come i monelli, manco fossimo alle scuole elementari. Il cinema quindi si trasforma in luogo inaccessibile, castello pieno di segrete, scale, trabocchetti che proietta il Cinema, luogo accessibile, mitico, senza barriere spaziali e temporali. Uno iato del tempo e dello spazio, un luogo (fisico) che preclude un Luogo (mentale) nel tentativo, completamente non intenzionale, di intrappolarlo.

 

Cinema_vuoto

I segreti non detti alla luce del sole possono respirare nel buio della sala…

 

Andare al cinema per vedere il Cinema quindi può trasformarsi in un esercizio faticoso e a volte impossibile…. ma Capo, esistono quei cosini di plastica chiamati Dvd…. ok, avete ragione, ma non è la stessa cosa. Oggi possiamo vedere film dentro ai telefoni, quando vogliamo, accarezzando lo schermo. Magia? No, meraviglia della tecnologia.

Ma la sapete una cosa? Personalmente credo che come andare al cinema non ci sia niente. Sedersi al buio, con tanti altri (almeno lo speri) che come te sono seduti al buio, in trepidante attesa di vedere le immagini che come per magia vengono proiettate su un telone bianco. Ombre sul telo, nient’altro che questo. No, è molto più di questo e lo sapete, miei cari vecchi cinefili da strapazzo. Il buio che t’inghiotte e ti porta su isole deserte, in mezzo alle battaglie, su aeroplani in fiamme, nello spazio profondo, a cena col re, a letto col nemico, tento tempo fa in una galassia lontana lontana. Andare al cinema è un rito pagano che milioni di persone compiono per il solo gusto di permettere ai desideri inespressi di uscir fuori a respirare; per credere ancora un volta che la polvere che si vede nel raggio del proiettore è la sostanza di cui è fatto il film; per mangiare le liquirizie a rotella e il pop corn al burro; per uscire dalla sala e raccontare come va a finire il film alla gente in coda per vederlo; per tornare bambino ancora una volta.

 

cinema

Spada laser? Luce divina? Luogo dei sogni? Non ha importanza, cos’è lo decidete da voi!!!

 

E’ così dannatamente magico, tutto questo…. eppure ci sono persone che non riescono a farlo, perché sono malate oppure perché costrette su sedie a rotelle. Personalmente crediamo che quest’iniziativa di Medicinema Italia Onlus (in collaborazione con la Disney Italia, Rai Cinema e il Ministero della Salute)  sia davvero fantastica. Adesso sarebbe molto civile che le barriere architettoniche dei cinema venissero abbattute per consentire a tutti di vedere il Cinema nel suo castello fatato….

 

Categorie: Cinema, Cinematografo

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